Chalet Delle Rose Sasso Marconi - Bologna, Discoteche Sasso Marconi

CdR DOCSHOW: Eventi House con cene spettacolo dalle 21:00 su prenotaz. Alex Neri, Francesco Farfa, Stefano Fontana, Lorenzo Lsp, Steve Mantovani, Walter S, Alex Picone, Pasta Boys, Giusy Consoli + Guest Internaz. 3 sale e ristorante da 500 coperti.

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Chalet Delle Rose Sasso Marconi - Bologna
Via Porretana, 114/116
Sasso Marconi (BO)
Telefono: 3355616160
Domeniche e pre-festivi dalle 21:00 alle 05:00.



Chalet Delle Rose Sasso Marconi - Bologna

Discoteca

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Nasce nei primi anni '60 lo Chalet delle Rose diventando tempio del divertimento danzante tra i più apprezzati in Emilia Romagna. La location Chalet delle rose è un locale polivalente per congressi, feste private ed aziendali, sfilate di moda, ecc...

La location dello Chalet delle Rose si sviluppa su circa 2780 mq. ed è divisa in tre ampie sale: Sala Dinner, Royal Suite e Privé.

Nasce nelle serate di venerdì e sabato, in un ventaglio di proposte differenziate che vanno dall'aperitivo, alla cena, passando alla possibilità di avere 3 sale attrezzate con impianti audio, video e luci d'ultima generazione, fino ad arrivare all'organizzazione di veri e propri happening con musica dal vivo ed entertainment.

Lo Chalet delle Rose proponendosi ad un target di clientela di varie fasce d'età, lanciando tanti nomi del jet-set nazionale ed internazionale è diventato un punto di riferimento per gli amanti del divertimento notturno. Annoveriamo tra i servizi il guardaroba e l'ampio parcheggio.

All'interno offre svariati spazi commerciali per aziende. La sala Dinner e' strutturata con ampie vetrate che si affacciano sul curatissimo giardino estivo e sulla piscina. L'offerta di ristorazione parte da un servizio con menu della cucina fusion, cene d'altissima qualità preparate in loco presso le moderne cucine dallo staff di chef.

Capienza ristorante 500 coperti comodi. Dispone inoltre di un bar che si estende per 12 metri di sviluppo del servizio La sala Royal Suite nonche' sala discoteca dispone di due bar, con banconi in cristallo luminosi, per poi accomodarsi su comodi divani in pelle bianca, e trascorrere serate all'insegna del divertimento con famosi dj e ospiti di prestigio.

Quando nasce il Docshow ? O meglio quando “l’idea”del docshow…?
Inizialmente le potenzialità della serata non furono subito sfruttate,ma di sicuro intraviste…
Nasce dall’unione di un folto gruppo di amici uniti dalla voglia di ascoltare buona musica house ma in un modo differente rispetto alla “solita” serata nei “soliti” locali...
Si opta inizialmente per una serie di one-night,anzi direi piuttosto “matinee”, ovvero colazioni-danzanti si potrebbero definire, per differenziarli dai piu’ popolati e oscuri “after-hours” allora in voga,o già non piu’ in voga.
Si univa qualche ora di musica in coda ad una serata già trascorsa per locali in compagnia,facendo le ultime chiacchiere discutendo di niente sorseggiando un caffe’. Forse niente di nuovo, ma piacque.
Da li la quasi necessità ad “ingrandirsi”,e diventare un’appuntamento fisso quindicinale,dalle 04:00 alle 08:00 ogni seconda e quarta domenica del mese.
Consolidato il ”format” e considerate le potenzialita’ ancora inespresse dello Chalet (dove c’e’ pure una cucina, e dove si mangia pure molto bene…) si pensa di variare tipologia di serata,anche in funzione di un pubblico adulto in aumento e sempre in cerca di continui stimoli. In precedenza avevano conosciuto realtà simili ma differenti,ovvero pomeridiane, i così detti after-tea o tea-dance (uno per tutti: New York Bar,al quale gli organizzatori del Docshow, ETTORE - PLACIDO - NICOLA BINI, hanno a tempo debito attivamente collaborato). Altro non erano che serate di importazione londinese e/o Newyorkese, che iniziavano per l’ora del the’, 17:00/18:00, e terminavano verso le 02:00 del mattino, AFTER-TEA.

Ne sono seguite molte...
Docshow quindi sceglie di percorrere un’altra via,seppur non cosi’ nuova, ci sono illustri precedenti del genere e ve ne sono di meno noti (un LIDO’ di Parigi, un Buddha Bar, una Capannina Franceschi al Forte o un Byblos ) : ovvero una cena con spettacolo e musica da ballo.
Musica House, quella piu’ d’avanguardia, di quella corrente che dalla techno e’ passata alla cultura dell’house music cantata,ad una sonorita’ piu’ underground, garage, drum&bass, per poi contaminarsi con le correnti progressive, per diventare house elettronica prima e Minimal infine.Ma gia’ il percorso musicale torna alle sonorita’ piu’ melodiche dell’house che il pubblico docshow predilige perche’ e’ un party festoso.Quando la cena termina e gli spettacoli finiscono, inizia la serata: ora tutto puo’ essere spettacolo, un tutt’uno tra pubblico e musica.Alla consolle storica (Docshow e’ alla sua ottava stagione) fanno capo da sempre tra i piu’ capaci artisti del panorama nazionale ed internazionale, Djs e producers: Alex Neri, Francesco Farfa, Stefano Fontana, Lorenzo LSP, Walter S, Steve Mantovani e tanti altri che da sempre rappresentano musicalmente la serata.
Varie le Guest internazionali intervenute negli anni, ma solo dalla prossima stagione si consolida un programma artistico ancora piu’ ricco di vere Stars di ultima generazione: Tania Vulcano, Luciano, Petre Inspirescu, Shinedoe, Anja Shneider, Rene’ e Sossa, Matthias Tanzmann e altri.
La serata e’ un programma a tutto tondo, ti offre la possibilità di trascorrere un’ottima cena “romagnola” di base, ma fusion nelle proposte ; accompagnata da vini selezionati, musiche, performances, balletti e shows di varia natura, e di volta in volta. Il pubblico e’ quello curato, colorato e modaiolo, bizzarro al punto giusto e con una gran voglia di sentirsi protagonista in compagnia, elegante e attento alle mode come ai modi, e agli spettacoli che si tratti di puro intrattenimento, o di messaggi in codice o di “pura arte”.
La sala ristorante si trasforma in un grande involucro che contiene un vero e proprio laboratorio di idee e realizzazioni fantasiose, spettacoli del kitsch e paradossi umani, incontri, scontri e confronti di culture, società, gusti, vizi e virtù di un pubblico che non subisce
inerte, ...semmai.

Una sera la Rettore (Donatella!) teneva un suo concerto, mentre un'altra, c’era Loredana Bertè a cena e un Natale addirittura Grace Jones apriva Kristall sotto il nostro stesso albero… A Pasqua una volta c’era il Mago Silvan in persona con i suoi illusionismi… e il Principe Maurice è un habitué.
Puoi trovare chiunque, dall’ambiente moda al settore disco, sembra si diano appuntamento tutti in questo terreno neutrale, “IL” luogo di incontro.
Con il tempo accresce la sua notorietà e il Docshow sempre in fase di rinnovamento, cambia.
Aveva tratto inizialmente molta ispirazione dalla Storia del Cinema; celebrava in particolar modo attori e starlettes del grande cinema classico americano delle Dive (anni 20/50) ed entrandovi, dovunque, gigantografie di fotogrammi originali di pellicole di Bette Davis o Joan Crawford, Ava Gardner o Audrey Hepburn, Liza Mannelli o Liz Taylor, James Dean o Marlon Brando, Gloria Swanson fino a Linda Evans e Joan Collins… tutti quei Divi e quelle Dive resi immortali per talento e per l’Arte della pellicola, celebrati al Docshow che celebra HOLLYWOOD. Tra consegne di Oscar, cerimonie e sfilate di moda Docshow abbraccia una strada parallela al cinema: il Musical!
Il Musical americano per eccellenza, quello senza tempo, classico prima, e poi, con una rinascita del genere musical nei primi anni 2000, si allestiscono spettacoli ispirati a CABARET e si celebrano artisti come Joel Grey e Liza… Poi arriva VICTOR VICTORIA che si presta a scimmiottare in atmosfera carnevalesca l’eterno giuoco dei ruoli con tutta l’ilarità che ne consegue.
E’ la volta poi di MOULIN ROUGE, che con l’uscita temporanea nelle sale cinematografiche si consacra cul palchetto teatrale improvvisato per la serata sul quale si esibisce un quartetto di cancaneuse di tutto rispetto, in una scenografia così curata da competere con le immagini originali della pellicola.
Tra un corpo di ballo di fantasmagoriche ballerine brasiliane DOC con piume colorate e un assolo del bravissimo ballerino Alessandro Bigonzetti, si decide di ampliare gli spazi per gli spettacoli, per le scenografie, coreografie e costumi, e viene messo in scena uno spettacolo in sei atti di breve durata direttamente da parte dello staff artistico, che rappresenta i temi più salienti dell’ultimo musical apparso sul grande schermo: CHICAGO (che quell’anno vince l’Oscar del Cinema USA.
Si sperimenta nel frattempo anche delle “uscite” molto teatrali che consistono in rappresentazioni di varia ispirazione dalla natura etnosocio-culturale che, essenzialmente sono una “messa in scena” in costume o un corteo nuziale o un rito pagano (3 tra tutte: l’India e la religione Induista con i suoi riti, l’Antico Egitto con i suoi Idoli, Il Giappone con la sua eroina Pucciniana).

Non mancano serate dedicate a cantanti famosi o meno scomparsi e non come Marlene, Edith, Freddy…
Poi serate dalla tematica “impegnata”; una dedicata alla sensibilizzazione contro gli incidenti stradali: sul palco centrale del ristorante troneggia un’auto incidentata con dei manichini da crash-test che letteralmente “schizzano” fuori dal parabrezza, uno è a terra sotto l’auto… Erano veri artisti, uomini in carne e ossa intendo, una performance. ( però a cena ti impressiona, e leggi pure il materiale informativo distribuito in sala.) Bene.
Sui tavoli trovavi distribuiti i “palloncini” per fare un auto-alcool-test. (che storia!)
Molte altre, mi dispiace veramente non riuscire a parlare di tutte le serate…
Ah!… Poi ci sono le serate del NATALE: sempre bellissime. (con tutti i tuoi amici piu stretti a festeggiare insieme, dopo aver trascorso la giornata e la vigilia con i parenti più stretti… Chè!) Una volta il classico albero di Natale, ma gigante, poi due; poi la carrozza con le renne, il presepe vivente (contro il consumismo dei regali…), poi la “Beata Vergine” col Bambino che si trasforma con un lento processo rotatorio, durante la cena, in una matricida (per ricordare quante mamme non sono come Lei…).
Poi la neve dappertutto; dentro e fuori (e giuro… non nevicava!).
Durante la stagione scorsa (2006/2007) Docshow si “contrae” per modo di dire in un sottotitolo per la stagione: COUP DE THEATRE (letteralmente colpo di teatro, assaggio teatrale, sketch etc.).
Teatro sì, ma concettuale, glamour ed esclusivo. Non più di diretta ispirazione, ma un mutare continuo di fonti e riferimenti, fino a frammentizzarsi e diventare performance artistica, se non installazione.
Il palco diventa così, quasi un museo d’arte contemporanea: nasce il vero “laboratorio”, se vogliamo, di ispirazione teatrale.
Da lì, tante sono le performances e le installazioni, e solo le immagini possono descriverne l’intensità e la passione, la verità e l’inganno, denunciarne lo spessore o la fragilità; quasi dei tableaux vivant. E tante, tante altre cose ancora, e ancora tante dovrete vederne.

DOCSHOW OGGI:
Con questa stagione si inaugura un “nuovo” spazio creativo: MANGIAR’ARTE, un modo in più per gustare e digerire immagini. GaeArt (il performer per eccellenza che da sempre funge per il Docshow come una e vera e propria “cavia da laboratorio”) esprime col suo corpo tramite il movimento e l’anima e ti parla attraverso una e instancabile progressione di gestualità.
Si riaccende una luce nella Night-Life Bolognese, si accende anche sulla grafica e sulla comunicazione del Docshow adottata per questa stagione: una lampadina che simboleggia luce, novità, idea, palcoscenico, teatro, ribalta, show, cinema, immagini, colori, proiezioni e
movimento.

Attorno ad essa, il nuovo logo simbolo, volteggia una falena; animale notturno per eccellenza, attratta da una Luce, a cui non sempre soccombe. Si alza l’interruttore e Docshow si accende; si alza il sipario sulla nuova stagione 2007/2008. Domenica 14 Ottobre.
IN-VISION è il “titolo” della nuova produzione Docshow, e si riferisce all’intento di studiare, confrontarsi e magari comprendere ciò che le arti visive in genere, ma in particolare le proiezioni e le riproduzioni su differenti supporti permettano di creare inaspettate atmosfere ed interessanti e nuovi punti di vista.
Un nuovo allestimento, nuovi artisti, nuovi collaboratori, nuove idee e tecnici che affiancano quest’anno la storica e solida direzione artistica.

Influenze e contaminazioni. Avanguardia. In qualche modo sempre e comunque arte visiva.
Non mancheranno variazioni di percorsi o piccole deviazioni, nonché interventi live di musica e canzoni, spettacoli, performances e messe in scena per tutti i palati.

Al DOCSHOW, la cena è solo su prenotazione e si attua una rigida selezione all’ingresso.
Quindi informati sui prossimi eventi dal tuo PR preferito, iscriviti alle NewsLetter e conoscerai in anteprima tutto sui prossimi atti…unici!
Si va in scena..

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